E’ dopo tanti weekend di gare di campionato, di emozioni forti, di batticuore e di tensione, finalmente si torna a combattere per la pura gioia di farlo!
L’occasione, finalmente, ci viene data dagli amici della Fighters Team che, come le Spufight Cup dei vecchi tempi, organizzano una gara amichevole denominato “Trofeo Sassoli”. Una bellissima occasione per far debuttare volti nuovi e rispolverarne alcuni da troppo tempo nel dimenticatoio. Lontani dalle tensioni di una gara ufficiale è più facile tirare sciolti e divertirsi.
La Spufight che verrà dico io, presentando l’insolita formazione: Lampa, Anna, Ortis ed Elliot per la Spufight; Fede (detto Francesco) e Piero (detto Piero) per la Palestra Bao Lan. Più Sydio e Mach per degli incontri di gala.
Già appena arrivati si capisce il clima assolutamente tranquillo e rilassato della gara: facce felici e rilassate, molti amici, vendita di torte da volontarie Ado, ricchi premi. Tutto molto bello. Ormai se Paolo Gherardi e Mauro De Marchi ci invitano ad un evento, è una garanzia e di questo gliene siamo profondamente grati.
Venendo ai nostri, ottimi impressioni. Assoluto exploit del giovane Elliot, uno che sulle spalle ha la benedizione di un talent scout come il senator Gabri. 2 ori per lui ed assoluta manifestazione di tecnica (cristallina anche se ancora in fase embrionale) e di maturità. Più che i risultati, piace per la sua calma, il suo spirito e la sua tranquillità. Non si scompone, non si lamenta, ascolta ed impara. Con sacrificio ed impegno è sulla strada giusta. Un’ottima strada.
Anche Ortis raccoglie consensi ì, nonché l’ilarità di tutti quando si becca un richiamo per aver risposto a voce alta durante un incontro “Non posso farlo!” indirizzato verso Mach che nel frattempo lo stava scherzosamente invitando a fare un calcio in volo: geniale! A parte questo gustoso siparietto, combatte bene, specie di braccia. Ancora un po’ troppo irruento, ma ottima prestazione e ottimi piazzamente (un secondo ed un terzo).
Per Francesco e Piero discorso simile: entrambi partono troppo contratti e timidi e terminano la giornata in vistoso crescendo. Specie nella kick light danno molta più sicurezza, muovendosi molto bene e facendo degli ottimi incontri.
Il capitolo “Vecchie glorie” Spufight, si apre con la dolorosa sconfitta dell’Anna. Ancora timida e timoroso sembra la sorella spaventata di quella grandissima atleta che si vede sempre ad allenamento. Un vero peccato solo per lei perché con così tanto impegno e potenziale è giusto che si tolga importanti soddisfazioni. In Anna we trust!
Il ritorno di Lampa, invece, è roboante. Primo incontro ed è subito durissima. Contro un avversario forte e determinato, il buon Lampa mette in luce le sue doti. Vince di tecnica contro la forza e fa vedere cose bellissime. Peccato che poi, vuoi per stanchezza, vuoi per inesperienza, non riesce a ripetersi in finale ed arriva secondo. Stesso discorso nella Kick Light. E’ un po come fare 5 all’Enalotto: non sai mai se essere superfelice per la vincita o rammarricato per essere arrivati così vicini al bersaglio grande. (Lo so, lo so, a voce ho fatto un altro paragone).
Il miglior di giornata (e forse non solo della Spufight) è quel discolo di Sydio. Saputo che non aveva avversari per il gala, viene iscritto al torneo agonisti e decide di dare spettacolo comunque. E’ in forma strepitosa, si muove con un’insolita eleganza e controlla i match come non mai. Porta a casa due ori bellissimi, contro ottimi avversari. Si diverte e fa divertire.. E’ proprio il caso di dire: era ora!
L’ultimo a tirare, nel match d’esibizione, è Mach. A coronare un incredibile annata (al rientro dopo lo stop) arriva anche questa occasione di mettersi in mostra e di fare esperienza. Vince, in totale controllo e da un’ottima dimostrazione di tecnica, controllo e spirito sportivo. Quel che ci voleva per terminare una giornata pressochè perfetta.
A dire il vero una cosa migliore ci sarebbe: uno spritz dopo gara ed ecco che, detto fatto, per una volta, possiamo alzare i calici insieme agli amici della Fighters Team a coronamento di un sodalizio ormai inossidabile.
Al di la dei risultati, veramente è stato ottimo evento che definirei essenziale nel nostro processo di crescita. Solo in questo modo possiamo coltivare le nostre nuove leve ed ampliarci, migliorarci e continuare a guadagnare complimenti ed amicizie. Il resto non conta!
Sabato 28 e domenica 29 aprile, la Spufight si è fatta internazionale per il ritorno alle gare dopo le luci e le ombre di Verona. In programma c’è il Mondiale Iaksa di San Marino (di qui l’internazionalità del weekend) che, da quest’anno, rientra a far parte del circuito del Campionato Italiano confederale Iska-Iaksa 2012. Della serie, è un mondiale che vale per il Campionato Italiano (mumble mumble).
Le gare di Light sono in programma il sabato mentre le gare di Kick Light la domenica, ragion per cui, per la prima volta la Spufight deve dividersi. Chi ha possibilità ed interessi a gareggiare il sabato parte alle 8 di mattina con Spongy. Chi non può il sabato o ha interessi nelle categorie di Kick Light viene la domenica con me.
Il risultato di questo piccolo tour de force –e mi duole ammetterlo, anche del costo elevato dell’evento- è che il sabato gli unici a combattere sono Stellina e Chiara “Ciosa” Mondin, mentre la domenica io accompagno soltanto Mach e Marione. A San Marino, entrambi i giorni c’è pure l’amico Lorenzo Babbi di Milano, ormai una piacevole costante per noi Spufighters.
Il sabato è il grande giorno di Stellina che, con netta supremazia, vince la sua categoria facendo un altro, significativo, passo verso quel sogno che non nominiamo più per scaramanzia. Potesse venire a Roma, si potrebbe dire che “è fatta”. La sua probabile assenza alle finali, invece, ci obbliga a tenere incrociate le dita ancora un po’! Grande!
Il contraltare di Stelle, sabato, è la giovane Mondin, alla sua seconda gara ufficiale. Dicono di lei le solite cose che si dicono degli scolari discoli: “è brava, ma potrebbe fare di più”. Nel suo caso non si tratta di certo di poco impegno, bensì di mancanza di cattiveria e di esperienza. Con calma, un passo alla volta, può crescere molto. Un argento per lei, a fine giornata. Come raccontato dai presenti, l’evento di per sé è carino: bellissimo palazzetto, ben allestito, ring per gli incontri, ottime presentazioni. Le pecche enormi sono due però: i continui ritardi (che protraggono l’evento fino tarda serata quando in realtà si poteva finire molto prima) e la mancanza di un numero soddisfacente di partecipanti (sinceramente di stranieri ve n’erano pochi), oltre ovviamente al costo sicuramente eccessivo.
La domenica, invece, ce la si prende più con comodo. Partiamo più tardi la mattina per arrivare più riposati. Arriviamo giusto in tempo per far combattere Marione (con momenti di panico: l’ho iscritto nella categoria sbagliata!) e vederlo trionfare. Vince due incontri e, proprio nella finale, va pesantemente in svantaggio dopo il primo round. Qui funziona alla perfezione la comunicazione fra noi due, perché nella pausa cambiamo strategia e Marione, con tanto cuore e dedizione, ribalta l’incontro e vince l’oro che gli da ottime chance in classifica.
Per Mach, invece, l’oro è molto più semplice sulla carta. Sono in 4, due si ritirano, e deve combattere solo con l’amico Babbi. L’incontro invece è equilibratissimo e il buon Nicolino spufitico vince di misura sul collega milanese. Vista la strada fatta per arrivare fino a San Marino, chiediamo e veniamo accontentati di iscrivere i due amici-contendenti anche nella categoria superiore di peso, la -90 kg. Per Lorenzo finisce subito contro un avversario che carica molto i colpi e fa valere la sua fisicità. Per Mach, l’abbinamento è micidiale: tira subito col mitico Nicolae della Eagle Combat. Un signore, un grande combattente, una mezza leggenda. L’unico consiglio che posso dare a Mach è “Non partire sconfitto e addormenta l’incontro col tuo ritmo”. Il risultato è eccezionale: il migliore Mach di sempre, tiene in scacco un avversario molto più blasonato e titolato. A detta di molti il verdetto doveva essere unico: vittoria di Mach. Vuoi il timore riverenziale, vuoi il gusto personale, invece il risultato è 2 giudici a 1 contro Mach. Peccato, nulla di scandaloso comunque e lungi da noi protestare. La sensazione che ci lascia questo incontro è piuttosto la felicità di essercela giocata alla grande contro un avversario fortissimo in una categoria nella quale non dovevamo neanche esserci.
La due giorni di gare si chiude in amicizia, con tante risate (e birre) in palazetto con il buon Babbi ed, infine, con la solita celebrazione post gara giunti a casa.
Nota di merito per Spongy, capitano nero giallo in mia assenza, e Mimì, unica tifosa giunta a San Marino per sostenere la squadra. E’ bello vedere due persone che, combattano o non combattano, vengono a vedere la squadra.
Doveva essere un weekend difficile ed, invece, con tanta passione ed impegno la Spufight è uscita a testa altissima dalla due giorni sanmarinese. I distacchi in classifica se non sono aumentati sono rimasti per lo meno invariati. Ma medaglie e punti a parte, la cosa più piacevole è un barlume di spirito spufitico che rispunta dopo le nubi dorate di Verona (dorate perché comunque le medaglie sono arrivate): l’impegno prima della gara è stato ottimo; andare fino a San Marino per fare pochi incontri è già sintomo di ritrovata combattività; combattere con stile e coraggio ma allo stesso tempo elargire sorrisi ed abbracci è da Spufight. Siamo di nuovo in carreggiata ragazzi, rimettiamoci a correre. Prossima fermata Roma, le finali: sto preparando le mie gambe e, soprattutto, le mie spalle a sollevarvi con un cinturone in vita!
Ennesima tappa di campionato per l’allegra truppa giallonera. Per la prima volta si scopre Verona, mai visitata nei precedenti 5 anni di Spufight alle Iaksa. La formazione è l’ennesimo mix di debuttanti ed esordienti e, come a Milano, manca il 6 volte Campione d’Italia Ale Spongy Brasola.
Sorridiamo piangendo a suon di combattimenti, non tutti andati a finire bene.
Ho deciso prima di iniziare questo articolo di andare a rileggere sul sito della Spufight alcuni articoli passati scritti dal Coach e, mi sono detta ‘non sarò mai in grado di dilungarmi così tanto come ha fatto lui’! Ma dato che ho avuto l’onore di redigere la giornata delle gare interregionali di Viet Vo Dao di domenica 11 dicembre 2011, proverò per lo meno ad arrivarci vicina.
Obbiettivo Stagionale Numero 1: non essere prolisso.
Domenica 27 novembre 2011. E’ una fredda freddissima mattinata quando i nostri integerrimi Spufighters si radunano all’alba delle 8.30 (tranne Stellina, cane) per partire tutti assieme alla volta di Molinella. L’entusiasmo, parzialmente mitigato dal gelo battente, è quello delle grandi occasioni: oggi inizia il Campionato! Della serie altro giro altra corsa…